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John F. Kennedy a Bellagio

Un elicottero della Us Army atterra poco distante dal centro: dal portellone scende John Fitzgerald Kennedy. È il giugno del 1963: Jfk visita Bellagio. Solo pochi mesi dopo il presidente degli Stati Uniti dıAmerica sarebbe stato assassinato a Dallas. A distanza di oltre 40 anni il ricordo dellıavvenimento è decisamente nitido nella memoria di molti bellagini che lıhanno visto da vicino, salutato con la mano, chiamato a voce, seguito con lo sguardo. Ad immortalare la sua visita è stato il fotografo Lanfranconi, che con la sua macchina fotografica oltre al presidente ha ripreso molti altri personaggi che nei decenni sono passati per la ³Perla del Lago².
Della permanenza di Kennedy in città molti parlano con grande partecipazione, raccontando che già dopo lıatterraggio, tra le vie del centro cıera molto fervore e al suo passaggio numerose persone si sono accalcate in strada circondando lıauto per salutare, vedere da vicino e magari stringere la mano al presidente della Casa Bianca.
Una testimonianza diretta descrive bene le sensazioni e le emozioni vissute: ³...aspettavamo tutti quanti il suo arrivo; cosicché al passare di tante guardie del corpo siamo corsi fuori dal negozio per vederlo transitare a bordo di unıauto, probabilmente scoperta. Era un uomo molto affascinante e vestito elegantemente; sorrideva alla gente in modo cordiale e tutti noi, abbiamo allungato le mani per poterlo toccare, richiamare la sua attenzione e, solo per i più fortunati, per potergli stringere la mano. Allora, le sue guardie del corpo non si sono strette intorno a lui ma ci hanno permesso di avvicinarglisi. Io lıho solo sfiorato e ancora ricordo il suo sorriso.² Poche accorate parole, un ricordo unico. La sua permanenza a Villa Serbelloni, sede della Fondazione Rockfeller, fu breve: il lavoro lo attendeva lontano dalla ³Perla del Lago², il destino gli ha impedito di tornare. Ma a Bellagio chi allora era presente, ancora ricorda con affetto ³quellıuomo affascinante e vestito elegantemente².

Jfk a bellagio, verità e leggende
Sebbene una leggenda lo volesse in compagnia della bella moglie Jacqueline, per un idillio amoroso nella romantica Bellagio, il Presidente Kennedy era giunto solo, ospite della Fondazione Rockfeller, in Villa Serbelloni. Altrettanto leggendaria parrebbe essere la storia per cui fosse stato raggiunto da una amante, forse Marilyn Monroe. Più vicino alla realtà quanto viene ancora raccontato da molte persone di Bellagio: pare che durante la sua permanenza Kennedy sfuggì alle sue guardie del corpo per farsi una passeggiata per il Borgo di Bellagio senza farsi riconoscere.
Tutti erano disperati e lo cercavano ovunque. Dopo poco è stato ritrovato sano e salvo, e lıallarme rientrò.
Di certo cıè che alloggiò nella bella Villa di cui è nota e documentata lıinteressante storia. La Principessa ³Ella Della Torre e Tasso², americana di Detroit e nipote di Hiram Walker imprenditore e fondatore della casa di Whisky ³The Canadian Club Whisky², dopo due matrimoni falliti, nel 1932 sposò il Principe ³Alessandro della Torre e Tasso² e visse a Bellagio, ereditando tutti i beni divenuta vedova. Morì allıetà di 83 anni nel 1959: nel testamento aveva indicato che Villa Serbelloni fosse lasciata alla Fondazione Rockefeller con la promessa di utilizzarla a scopi culturali.

Testimonianze
Nella fotografia in alto a destra, di Sandro Lanfranconi, archivio F.lli Bifolco, famiglia titolare del locale Bar Sport, Kennedy sceso dallıelicottero della U.S. Army si
dirige verso lıauto. Descrive la scena Ezio Gilardoni, titolare di Taxi Boat: nel 1963 aveva 11 anni e il trasporto emotivo che caratterizza il suo racconto è tale da mostrare quale fosse il coinvolgimento anche per lui e i coetanei.
<<Lıelicottero è atterrato di fronte a Villa Sfondrata, che prende il nome dai Marchesi che erano stati proprietari della Villa in precedenza. Io dal porto di Loppia ho remato fino a quando sono stato abbastanza vicino alla riva da poter vedere cosa stesse succedendo. Il presidente Kennedy si è sporto fuori dallıelicottero, è sceso guardandosi intorno, quasi per prendere confidenza con lıambiente circostante, prima di avviarsi verso lıauto che lıaspettava qualche metro più in là>>

Nella fotografia in basso a destra, la fotografia di Sandro Lanfranconi con la stretta di mano tra John Fitzgerald Kennedy ed Emilio Venegoni.
<<É passato molto tempo ma ricordo bene quel momento. Avevo visto lıauto muoversi per riportare il presidente verso Villa Serbelloni e ho fatto una corsa per cercare di vederlo.
Quando ho avuto la macchina vicina, con il finestrino aperto, ho allungato la mano e ho ricevuto la sua stretta: un istante, una sensazione particolare, unıemozione. Il fotografo Lanfranconi ha immortalato lıepisodio, e la foto ha conquistato il cuore di tanti americani passati da Bellagio: ne hanno comprate tantissime anche perché è uno degli ultimi scatti che lo riprendono>>.
Qualche mese dopo, infatti, il presidente è stato assassinato. <<Avrei voluto mandare una foto anche a lui, chiedendo un autografo, ma non cıè stato il tempo, purtroppo, visto come sono andate le cose>>.